Un’interpretazione “anomala” del fascismo. La lezione di Gaetano Salvemini nel contesto italiano ed europeo
An "anomalous" interpretation of fascism. Gaetano Salvemini's lesson in the Italian and European context
Parole chiave:
Fascism, Antifascism, Historiography, Traditional interpretations, Salvemini’s original thoughtAbstract
Questo scritto è un'analisi critica dell'interpretazione del fascismo di Salvemini: una prospettiva originale che rompe con tutte le "interpretazioni classiche". Il suo approccio alla storia si basa sull'osservazione empirica dei risultati delle azioni individuali, a differenza della metodologia idealistica alla base dell'interpretazione di Croce. La sua visione si discosta anche dalla teoria marxista, secondo la quale il fascismo è un mero riflesso della sovrastruttura capitalistica. Inoltre, in contrasto con la "teoria della rivelazione", ritiene che il fascismo non possa essere ricondotto allo spirito del popolo italiano. Rifiuta anche l'idea di un "totalitarismo imperfetto", basato sull'impossibilità di una piena realizzazione dell'esperimento totalitario di Mussolini. Infine, Salvemini rifiuta con forza il mito delle corporazioni medievali - con la sua visione piramidale della società - alla base del pensiero cattolico. Alla luce di queste considerazioni su ciò che il fascismo non era, che cos'era allora il fascismo? Era "violenza usata metodicamente".
This paper is a critical analysis of Salvemini’s interpretation of fascism: an original perspective which breaks with all the “classical interpretations”. His approach to history is based on the empirical observation of the results of individual actions, differently from the idealistic methodology at the heart of Croce’s interpretation. His vision also differs from Marxist theory, according to which fascism is a mere reflection of the capitalist superstructure. Moreover, in conflict with the “theory of revelation”, he believes that fascism cannot be traced back to the spirit of the Italian people. He also rejects the idea of “imperfect totalitarianism”, based on the impossibility of the full realization of Mussolini’s totalitarian experiment. Finally, Salvemini strongly refuses the myth of medieval guilds – with its pyramidal view of society – at the heart of Catholic thought. Given these considerations on what fascism was not, what, then, was fascism? It was “methodically used violence”.
Pubblicato
Versioni
- 2019-05-04 (3)
- 2020-11-04 (2)